Castelluccio di Norcia: Un nuovo viaggio “sensoriale” ci aspetta

Leggende e tradizioni in una valle incantata: il sentiero delle fate, il lago di Pilato, le lenticchie ricche e antiche. Tradizioni ed usanze in un luogo ricco di cultura ci aspettano, per emozionarci e raccontarci la loro storia.

In provincia di Perugia, ergono i monti sibillini, luogo incantato fra mille leggende di fate e di streghe, di colture millenarie e di tradizioni antiche rimaste ben conservate nel tempo. Le origini del paese lo fanno risalire al XIII secolo, anche se altre testimonianze parlano di un castello preesistente. La presenza dell’uomo sugli ampi pascoli della zona, collegata agli allevamenti di ovini ed alla transumanza, risalirebbe all’età del Bronzo medio. Questo lo scenario di cui godremo.

Il nostro itinerario si immergerà in questa meravigliosa terra umbra, per assaporare tutti gli odori e i racconti che un luogo così antico saprà donare al visitatore attento. Cammineremo e ci emozioneremo scoprendo ed annusando gli odori della Val Canatra, con comodi percorsi fra boschi, prati e stradelli per temprarci e respirare un’aria antica, sana e ricca di odori.

Come ogni nostro viaggio, anche questo sarà “emozionale”. Ascolteremo ed apprezzeremo luoghi e tradizioni antiche. Scopriremo come le fate una sera, chiesero alla Sibilla il permesso per recarsi al ballo notturno che si teneva all’Infernaccio. “..Andate pure, disse la Sibilla, ma attenzione, fate ritorno prima dell’alba, guai a voi se vi coglie per strada il primo raggio di sole”.

Le fate furono così rapite ed estasiate dalle danze da non accorgersi che il sole stava per sorgere. Sorprese, iniziarono una folle corsa per rientrare alla grotta, ma non furono capaci di rientrare in tempo e fu così che vennero pietrificate. Il loro affannoso correre segnò per sempre il versante meridionale del monte Vettore con il “sentiero delle fate”.

Castelluccio di Norcia (3)

Ammireremo i paesaggi incantevoli che il nostro cammino ci saprà donare. Fra la grotta di Sibilla ed il lago di Pilato di cui la legenda narra che Pilato, nel laghetto situato a quota m. 1940 all’interno dell’ex circo glaciale del monte Vettore, a forma di occhiali, chiese che, dopo la sua morte, il suo corpo fosse messo su di un carro trainato da due paia di bufali e che fosse lasciato andare alla ventura là dove gli animali da traino l’avrebbero portato. Così fu fatto. Essi arrivarono ai bordi di questo lago e vi si buttarono dentro con tutto il carro e il corpo di Pilato. da qui il nome del lago.

Tutta la tradizione, gli odori, la bellezza di una terra antica e colorata ci aspettano per un nuovo ed indimenticabile “viaggio sensoriale”.

Buon cammino a tutti noi!