Mugello romagnolo: Le emozioni ci sommergeranno

La nostra pasqua al Mugello, lo scenario che ci attende sarà indimenticabile. Ci immergeremo un una valle ricca di  castelli, antiche mulattiere, percorsi tracciati nella preistoria, fra caprioli, lupi, aquile e mufloni. La natura incontaminata sarà padrona dei nostri giorni. La nostra pasqua al Mugello sarà un regalo per l’anima. Un viaggio ricco di emozioni indimenticabili. Un regalo per i nostri occhi. Un tesoro da custodire.

Pasqua al Mugello Romagnolo

Gli scenari in cui ci immergeremo e che respireremo in questa pasqua al Mugello saranno vari e ricchi di particolari. Attraverseremo il borgo di Brisighella, con il castello e la torre dell’orologio, cammineremo su antiche e belle mulattiere nella via degli asini. Gusteremo le sensazioni e gli odori unici della zona dei Calagni e della valle del Lamone con i loro vigneti ed ulivi, con la loro natura incontaminata e secolare. La nostra pasqua al Mugello sarà scandita da momenti unici, dettati dal caldo sole di questa terra ricca di rigogliosi boschi, antichi casali, conventi e borghi dalla bellezza mozzafiato. Ci potremo soffermare sui particolari del paesaggio caratterizzato da un’ampia cintura di monti e colline, arricchito da cascine di rara bellezza con una gustosa ed antica tradizione culinaria.

La nostra pasqua al Mugello ci farà gustare i tipici piatti di una ricca tradizione. Il Mugello vanta infatti produzioni IGP e DOC. I famosi marroni naturalmente, ma anche l’olio ed il miele, prelibato quello di acacia. I prodotti caseari, con il gustoso pecorino e l’abbondante produzione di tartufi e funghi fanno di questa terra uno spettacolo anche per il palato.

Sarà l’occasione per capire meglio la gente del posto che forte della sua storia millenaria ci racconterà aneddoti, usi e costumi che ci rimarranno dentro, arricchendoci. Sarà questa la nostra pasqua al Mugello. Ci racconteranno come i contadini mugellani d’inverno si riunivano “a veglia” in cucina intorno al focolare per confrontarsi sui i fatti del giorno. Ascolteremo i racconti di strane lotte con diavoli, streghe, fantasmi e lupi mannari. La legenda narra ad esempio che nella zona tra Pietramala e Piancaldoli (Firenzuola) il vescovo di Firenze San Zanobi riuscì a vincere la scommessa con il diavolo su chi fosse riuscito a portare il sasso più grosso sul monte. La posta in palio di questa strana competizione erano le anime degli abitanti dei dintorni che furono così salvate dalla dannazione grazie al trasporto del meteorite, detto “sasso di San Zanobi”, sulla pendice appenninica. Il “sasso del diavolo” risulta tuttora inferiore per grossezza e altitudine.

 La tradizione vuole che sia stata la tribù ligure dei Magelli ad abitare per prima la zona, anche se ci sono tracce di presenze precedenti la loro venuta, prima dell’invasione etrusca, di cui ci sono ancora ampi particolari della loro cultura. Ad esempio nei pressi di Galliano, Barberino di Mugello, Londa e San Piero a Sieve ci sono tracce evidenti di una presenza dell’età paleolitica. Tuttavia gli storici concordano nel mettere in relazione il nome di questa tribù con l’origine del termine “Mugello” impiegato già in fonti letterarie del VI secolo d.c. per identificare la regione. Dopo i Magelli segui la contaminazione etrusca  che, con molta probabilità, definì il primo abbozzo della rete viaria di questa zona. Grazie alle sapienti abilità etrusche furono tracciati percorsi ancora attivi che uniscono Fiesole a Felsine (l’attuale Bologna).

Questo ed altro ancora scopriremo in questa pasqua al Mugello.

Approfondiremo sulla importanza della zona per il trasporto delle merci e dei mercanti che si recavano in Emilia ed in Lombardia. Il Mugello fu in passato il crocevia commerciale più importante verso il Nord. I Medici, Originari del Mugello, investirono ingenti risorse finanziarie per consolidare la propria presenza attorno a Firenze.

Mugello Romagnolo

Le prime fabbriche di ceramiche a Faenza vengono fatte risalire intorno al I secolo a.c., favorite da alcune particolari argille reperibili nelle acque del fiume Lamone, presso il quale si è sviluppata la città romagnola.

Il paesaggio del Mugello è caratterizzato da un’ampia cintura di monti e colline che digradano fino all’area pianeggiante adiacente il corso della Sieve. È questa un’area in cui la presenza dell’uomo si integra bene con la natura sovrana. Incontreremo numerosi e sparsi centri abitati minori e cascinali isolati.

Per la fauna, frequenti sono gli avvistamenti di daini, caprioli, cinghiali, mufloni e lupi. Così come è facile intravedere un’aquila volteggiare sulle alture della valle del Rovigo.

ll sistema escursionistico locale è denominato “SO.F.T.” (acronimo di “Sorgente di Firenze Trekking”) e congiunge le montagne del Mugello ai colli della Val di Sieve. E’ un insieme di percorsi riuniti in un anello principale con ben ventidue anelli secondari ad esso collegati con triangoli bianche e rossi.

Oltre ai classici percorsi di trekking ci sono spettacolari piste percorribili in mountain bike “il Mugello in Bike”. Si tratta di un sistema integrato di percorsi su strada che unisce salite e discese in cui è possibile registrare il proprio passaggio e ottenere il “Brevetto dello Scalatore” o quello del “Gran Tour” con una card personalizzata, grazie ad alcuni totem posizionati lungo gli itinerari.

Questo è il nostro concetto di pasqua al Mugello… Il resto lo scopriremo insieme.

Buon cammino a tutti!