Giorno 23
Partenza
Aprile
Mese
1 giorno
Durata
Roma
Località
Facile
Impegno

Monte Testaccio: Il monte dei cocci. Il monte delle anfore Romane.

Storia e tradizioni di un luogo vitale nell’Impero Romano, nel Medio Evo e nelle “ottobrate romane”.

Andiamo alla scoperta e comprensione del Monte Testaccio, fonte storico-documentaria estremamente importante. Una passeggiata che ci aiuterà a capire meglio lo sviluppo economico dell’Impero Romano e le sue abitudini alimentari. Erettosi con i cocci delle anfore scaricate sapientemente dai Romani, diventerà poi il luogo della corrida popolare nel medio evo. Dalle grotte per la conserva del vino alle ottobrate romane. Il monte ha tanto da raccontare.

… Si parte!

APPUNTAMENTO Sabato 23 aprile – Ore 17.00

Roma, Via nicola zabaglia, 24

 INCLUSO Guida
NON INCLUSO
Tessera Associativa
Spese di trasporto

Quota partecipativa totale

Riservata ai soli soci partecipanti = 10,00 €+ ingresso all’area archeologica (biglietto intero € 4,00 – ridotto € 3,00).

            Quota associativa per soci, accompagnatori, guide, organizzazione = 10,00€

Additional information

DestinazioneLazio
Tessera richiestaTessera Base, Tessera Sport, Tessera Sport Plus
PartecipantiMassimo 22, Minimo 6
AccompagnatoreDott.ssa Veronica Re
Contatti+39 333.63.27.610, +39 347.82.690.18, info@camminomediterraneo.com
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Sabato 23 aprile - Ore 17.00

Appuntamento: Via nicola zabaglia, 24

Iniziamo il cammino:

Il percorso di oggi è sul Monte Testaccio. Sul monte dei cocci per scoprirne i segreti, le tradizioni ed i racconti che in secoli di storia si sono sedimentati assieme ai cocci.

Il Monte: Alto 54 mt, con un perimetro di 1490 mt ed un’area intorno ai 2200 mt, Il “monte de cocci” strato su  strato si è  innalzato con le anfore d’olio sapientemente scaricate dagli antichi Romani. Unico esempio di monte artificiale romano, formato da milioni di frammenti, a partire dal periodo Augusteo dell’epoca Romana e fino alla seconda metà del III  secolo d.c. è stato il luogo di discarica delle anfore provenienti dalle coste africane e dall’Andalusa (l’antica Spagna). Le anfore trasportavano l’olio per il fabbisogno di Roma che con circa 1 milione di abitanti necessitava di enormi quantità per uso alimentare. Trasportate dal vicino porto fluviale, venivano accuratamente distrutte e stratificate con la calce per evitarne il cattivo odore e le possibili contaminazioni. Con la sapienza romana del tempo, il luogo è cresciuto costantemente fino a diventare quello che oggi è il Monte Testaccio.

Cessata la sua funzione di discarica, il Monte ha poi continuato a rappresentare un luogo estremamente vitale ed importante per la città.

Nel Medio Evo ad esempio, divenne luogo di manifestazioni popolari con gli antichi giochi pubblici. Era l’epoca de il ludus testacie, le antiche corride in cui dalla vetta del monte venivano liberati ad intervalli di tempo, alcuni tori seguiti nella discesa da carri stracolmi di maiali. Ad attenderli a valle nel campo di battaglia vi erano i lusores, che armati attendevano le bestie per ucciderle spettacolarmente. Lo scontro era sempre cruente, violento e si poteva concludere anche con a morte degli stessi giocatori.

Nel seicento poi fu il luogo di esercitazione dei bombardieri Castel Sant’Angelo. Il cannone di esercitazione veniva posizionato presso la piramide di Caio Cestio e da li le esercitazioni di tiro.

Mentre nell’ottocento, a seguito dello scavo delle grotte per il vino, divenne luogo di svago nel periodo della vendemmia. Siamo nel pieno delle famose “ottobrate romane” descritte dal Belli, da Stendhal e da Pinelli.

2

Sabato 23 aprile - Ore 18.00

Questo e tanto altro ancora ci racconteremo in questa passeggiata nella storia romana …

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